COS'É UN DRONE?
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Un aeromobile a pilotaggio remoto[1] o APR, comunemente noto come drone[2], è un velivolo caratterizzato dall'assenza del pilota umano a bordo. Il suo volo è controllato dal computer a bordo del velivolo, sotto il controllo remoto di un navigatore o pilota, sul terreno o in un altro veicolo.
L'inclusione del termine aeromobile sottolinea che, indipendentemente dalla posizione del pilota e/o dell'equipaggio di volo, le operazioni devono rispettare le stesse regole e le procedure degli aerei con pilota ed equipaggio di volo a bordo.
Il loro utilizzo è ormai consolidato per usi militari e crescente anche per applicazioni civili, ad esempio in operazioni di prevenzione e intervento in emergenza incendi, per usi di sicurezza non militari, per sorveglianza di oleodotti, con finalità di telerilevamento e ricerca e, più in generale, in tutti i casi in cui tali sistemi possano consentire l'esecuzione di missioni "noiose, sporche e pericolose" (dull, dirty and dangerous) spesso con costi minori rispetto ai velivoli tradizionali.
A differenza degli aerei tradizionali, gli APR possono essere utilizzati in situazioni caratterizzate da un elevato pericolo per la vita umana e nelle aree inaccessibili o impervie, volando a bassa quota. Per questo motivo possono trovare impiego durante le fasi di monitoraggio di aree colpite da calamità naturali o da avvenimenti particolari (terremoti, esondazioni, incidenti stradali ecc.). Ne è un esempio il recente (marzo 2011) terremoto del Tōhoku in Giappone che ha colpito la centrale nucleare di Fukushima Dai-ichi: in quell'occasione sono stati utilizzati dei Global Hawk, col fine di monitorare i reattori dopo le esplosioni che si erano verificate.
Un ulteriore vantaggio che deriva dall'uso degli APR per scopi civili è il contenuto costo di acquisizione e di esercizio di tali sistemi, rispetto ai tradizionali sistemi di ripresa aerea utilizzati fino ad ora. A questo aspetto si affianca la facilità di utilizzo e la loro versatilità.

USO MILITARE
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Nei primi anni di sviluppo della tecnologia la maggior parte degli APR mercato sono stati utilizzati per scopi militari. Dai modelli di elevate dimensioni, fino a quelli di ultima generazione, caratterizzati da tecnologie e sensori sofisticati e miniaturizzati che permettono il controllo da remoto della missione senza perdere vite umane in aree molto pericolose.
Gli APR utilizzati per scopi bellici possono essere attrezzati con armamenti o, più semplicemente, con sensori di ripresa che permettono l'invio in tempo reale, notte/giorno, alla stazione di controllo che è posta a decine di chilometri di distanza.
L’uso dei droni diventa centrale, quindi, negli anni dell’amministrazione Obama per la lotta al terrorismo. La guerra contro al-Qaida, in Pakistan e Yemen, e quella contro l’ISIS sono caratterizzate dal massiccio utilizzo dei velivoli a pilotaggio remoto, che riescono a penetrare zone dove forze militari rischierebbero ingenti perdite, colpendo i propri nemici senza preavvisi, come fanno i gruppi terroristici. Gli APR non sono, dunque, solo delle armi di supporto, ma diventano i protagonisti di una nuova strategia militare di contro-insurrezione che cerca di sfruttare tutte le tecnologie a disposizione per contrastare forze irregolari che operano nell’ombra, come appunto la guerriglia e le azioni terroristiche.
Negli anni sono state mosse critiche alla strategia dei droni e alla guerra chirurgica contro il terrorismo. Il dibattito si è concentrato principalmente su problemi etici e di legalità.
I sostenitori dell’uso dei droni militari, oltre a ritenere la strategia l’unica percorribile contro un nemico subdolo come il terrorismo, focalizzano l’attenzione sul risparmio in termini di vite umane nelle file dell’esercito americano. Sull’efficacia e l’eticità della strategia dei droni si era espresso John Brennan, direttore della CIA sotto la presidenza Obama, nella conferenza tenuta per il Wilson Center nell’aprile 2012, rimarcando come i raid con gli APR siano completamente legali e risultino essere l’unico modo per prevenire gli attacchi terroristici e per salvare vite umane tra l’esercito americano. Circa la legalità di questi metodi, Brennan ha tenuto a sottolineare come, per una questione di diritto interno, la Costituzione permetta al presidente di difendere la nazione da minacce di attacchi.

USO CIVILE
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Negli ultimi anni, le tecnologie legate allo sviluppo di sistemi APR hanno subito una impennata rapidissima. In particolare lo sviluppo tecnologico nell'ambito della sensoristica, permette di equipaggiare APR con molteplici carichi, nello spettro del visibile (camere digitali compatte o professionali), dell'infrarosso (camere termiche), camere multi spettrali fino ad arrivare a sensori più evoluti come ad esempio sensori Lidar o per il monitoraggio della qualità dell'aria.
È però estremamente importante ricordare come l'utilizzo degli APR in ambito civile non sia una mera questione tecnologica ma va sempre subordinato alla regolamentazione presente nel Paese in cui si ha intenzione di operare.
Di seguito vengono presentati alcune applicazioni in ambito civile per gli APR:
Sicurezza territoriale, delle frontiere e lotta ai narcotrafficanti;
Ampliamento della connessione Internet;
Monitoraggio siti Archeologici, contro la depredazione e il commercio illegale di reperti;
Monitoraggio centrali termoelettriche e impianti industriali;
Telerilevamento;
Aerofotogrammetria e rilievo dell'architettura;
Monitoraggio ambientale e calamità naturali;
Biodiversità e monitoraggio fauna;
Operazioni di ricerca e soccorso;
Videoriprese e fotografie in generale;